Un viaggio inaspettato a Lourdes e l’inizio di un cammino di conversione
Di Ascenza Mancini
Un giorno un amico medico gli chiese di prendere il suo posto in un pellegrinaggio a Lourdes per accompagnare dei malati essendo lui, all’ultimo momento, impossibilitato ad andarci. Era il 1902 e Alexis Carrel, anche lui medico, aveva trent’anni e, pur avendo ricevuto un’educazione cattolica, aderiva a posizioni agnostiche. Visitando gli ammalati partiti con lui, fu particolarmente colpito da una giovane, Maria Bailly, che versava in condizioni molto gravi poiché affetta da peritonite tubercolare all’ultimo stadio. A Lourdes, l’inferma fu portata, contrariamente al parere di Carrel, nelle piscine e posizionata davanti alla grotta di Massabielle per assistere a una funzione religiosa alla quale si erano recati anche il medico e gli altri ammalati. Mentre assisteva alla celebrazione, Carrel notò che le condizioni della giovane stavano migliorando e che il suo ventre si stava sgonfiando fino a scomparire. La sera, dopo averla visitata insieme ad altri medici, si rese conto che della sua malattia non c’era più alcuna traccia. Molto confuso, cominciò a vagare per la città con mille pensieri in testa e con il dubbio di aver sbagliato la diagnosi che, tra l’altro, era stata fatta da altri medici, e ripensando anche a ciò a cui aveva assistito durante la celebrazione. D’un tratto si trovò davanti alla Grotta di Lourdes e, ancora confuso e incredulo, pronunciò queste parole: “Vergine dolce, che soccorrete gli infelici che vi implorano umilmente, proteggetemi. Io credo in Voi. Voi avete voluto rispondere al mio dubbio con un miracolo manifesto. Io non so vederlo, dubito ancora…. Sotto i consigli profondi e duri del mio orgoglio intellettuale giace, disgraziatamente ancora soffocato un sogno… Quello di credere in Voi, di amarvi come i frati dall’anima candida”, tratte dal suo libro “Viaggio a Lourdes”, pubblicato postumo e scritte di suo pugno. Da qui iniziò il suo cammino di conversione, non facile anche perché gli causò delle avversioni da parte dei suoi colleghi positivisti che lo accusavano di aver abbandonato la razionalità e la fede nella scienza. Per questo da Lione si trasferì in America dove ben presto cominciò a collaborare con il noto chirurgo Guthrie e, nel giro di poco tempo, Simon Flexner, direttore dell’Rockefeller Institute di New York, lo chiamò nel nuovo reparto di chirurgia sperimentale di cui divenne poi direttore. Nel 1912 ottenne il premio Nobel per la medicina e la fisiologia per gli studi sul trapianto degli organi e sulla coltivazione a lunga scadenza di tessuti in vitro e per aver inventato un nuovo metodo di sutura delle ferite profonde evitando emorragie postoperatorie, trombosi e altri tipi di complicazioni. Intanto nel 1910, il noto chirurgo si era recato nuovamente a Lourdes dove aveva assistito a un altro miracolo e aveva conosciuto la donna che poi sposerà tre anni dopo e che gli sarà accanto anche nel suo lavoro, Anne La Motte. Ci troviamo davanti a un caso di un uomo che si è arreso di fronte a qualcosa che la scienza non riusciva a spiegare e che la superava. Carrel infatti aveva messo da parte le speculazioni scientifiche e la razionalità per piegare le ginocchia dinanzi alla dolcezza della Vergine. Quando nel 1941 scriverà il libro La preghiera arriverà a dire: “L’uomo ha bisogno di Dio come ha bisogno d’acqua e di ossigeno”: il suo cammino di conversione stava giungendo a compimento. Carrel morì il 5 novembre 1944 all’età di 71 anni.