“Il Bene che resiste” è l’ultimo lavoro di Antonio De Signoribus, uno dei più importanti esponenti della fiaba d’autore contemporanea

Ironia e saggezza accompagnano il lettore in un mondo di percorsi fiabeschi singolari e speciali

Di Redazione

Un grande libro da leggere in questa estate torbida e travagliata da eventi internazionali che lasciano con il fiato sospeso, è sicuramente il libro di Antonio De Signoribus, ovvero “Il Bene che resiste” uscito per i caratteri della Daimon Edizioni dell’Aquila. Antonio De Signoribus, è bene ricordarlo, è filosofo, scrittore, antropologo, nonché fiabista di livello mondiale. Il libro, già presentato con successo, al Salone internazionale del libro di Torino, offre una bella occasione per immergersi nelle storie originali con i suoi personaggi particolari. Il volume, composto da trenta fiabe particolari suddivise in tre capitoli (richiamo esplicito alla sacralità dei numeri, a cui si aggiunge il simbolismo del sette), non si limita a raccogliere frammenti della cultura orale. L’autore compie un’operazione ben più profonda: partendo dagli stilemi e dall’ossatura del racconto popolare, infonde nelle storie una forte tensione spirituale e mistica.  “Nella stesura di questa opera-scrive Susanna Polimanti nella prefazione-, che nasce dal genio e dalla sensibilità, come vena romantica tra la tradizione e la contemporaneità, l’autore dà vita a una vera forma d’arte, concretizza la cosiddetta fiaba d’autore”. Il Bene che resiste sancisce, senza ombra di dubbio, la piena maturità letteraria di Antonio De Signoribus, consacrandolo come uno dei massimi esponenti della fiaba d’autore contemporanea.

L’aspetto più straordinario del libro è la sua dichiarata funzione terapeutica, In linea con le teorie psicanalitiche di Carl Jung, Sigmund Freud e James Hillman, le peripezie, le metamorfosi e gli ostacoli affrontati dai protagonisti diventano metafore del cammino della vita. In un mondo inquieto, i personaggi affrontano l’oscurità con coraggio, guidati da una certezza incrollabile: il trionfo della luce. Valori universali come la gentilezza, il rispetto per la natura e la cura verso gli animali fungono da scudo contro le brutture quotidiane 

A livello stilistico, De Signoribus adotta una prosa cesellata, definita dalla critica “sottile come una lama”. Ogni parola è pesata per risultare immediata ma profonda, capace di affascinare i bambini e, al contempo, offrire agli adulti densi livelli di lettura filosofica. Non c’è spazio per il moralismo spicciolo; c’è invece un’ironia sottile e una saggezza antica che trasforma questo libro in un vero e proprio capolavoro magico per il lettore. “Il Bene che resiste” è un libro necessario. Rassicura senza essere ingenuo, e ricorda che la fiaba è un genere eterno. Chiunque cerchi un momento di catarsi e una lettura capace di “aprire il cuore” troverà in queste pagine una bussola preziosa per orientarsi nei tempi buoi della nostra contemporaneità.

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