Elogio estivo e critica invernale
di Maddalena Ricci
“A breve riprenderanno tutte le attività”, la frase che abbiamo sentito spesso in questi giorni, riassume ciò che sta accadendo . Un ripartire, il tornare alla classica routine. C’è chi tutto ciò lo ama, chi preferiva stare in vacanza o chi magari si colloca nel mezzo. Le città si ripopolano, dopo il deserto estivo e al contempo i paesini, soprattutto quelli del centro- sud, dove anche gli abitanti del Nord Italia, si sono rifugiati nelle giornate della calda stagione, invece, si svuotano completamente. Ecco, mi sono chiesta, è giusto tutto questo? Perchè quelle stesse località che hanno fatto da protagoniste nelle vacanze estive e che tanto sono state apprezzate( o forse sfruttate) ,in virtú della bellezza e del clima, in molti casi, dal rientro, vengono criticate amaramente per le loro difficoltà burocratiche, lavorative e ,troppo frequentemente, per quelli che vengono ritenuti problemi culturali, che però improvvisamente da giugno a settembre erano spariti. O forse, in questa società, anche gli stessi luoghi diventano oggetto di consumo che amiamo, elogiamo e poi critichiamo a nostro piacimento? Perchè località X del sud Italia fino a settembre “è meravigliosa, ha un mare stupendo” poi ,però, dal ritorno alla routine, diventa ” Non c’è lavoro, ha poche opportunità, è retrograda, sono rimasti all’800″ ? Chiediamocelo. In inverno, anche nel 2026,non è così raro sentire dire: ” Ah ma là è la terronia” o ,se anche non esplicitamente detto, è cosa pensata da molti. Il problema è che queste sono le stesse persone che da maggio ad agosto, hanno l’ombrellone prenotato in Sicilia(l’isola è solo un esempio).Se si fosse convinti di tutto ciò fino in fondo, coerentemente, questi luoghi non dovrebbero essere frequentati. E invece, in estate, quando il caldo estivo non si regge, in quelle stesse località, magari non si riesce a trovare posto al mare per sovraffollamento. Perchè? Perchè fa comodo. Non si può negare che tutto questo porti a guadagni per gli abitanti locali, a nuove conoscenze, a tantissime belle esperienze ma, sinceramente, penso che un luogo bisognerebbe amarlo sempre, non solo da giugno a settembre perchè è conveniente, per poi, magari, tornare a criticarlo. Nessuno dice che non bisogni spostarsi o viaggiare, ma il disprezzo, purtroppo ancora troppo diffuso nei confronti del centro- sud, non dovrebbe esistere, pur riconoscendo le sue difficoltà. Che badiamo bene, sono ovunque: nessun luogo è perfetto.