Alcune considerazioni
di Ascenza Mancini
L’episodio di violenza accaduto alla professoressa di lettere Isabella Marsilio, a Roma, il 18 Settembre 2026, nella scuola media “G Verga”, delinea ancora una volta la situazione delle giovani generazioni in una società dove non ci sono più paletti, dove non ci sono più regole da rispettare e dove tutto si può fare senza che si dia peso e valore alla correzione. Perché si arriva a certi livelli? Perché un ragazzo di 13 anni si ritrova ad avere come obiettivo accoltellare una professoressa che addirittura dice di “odiare”? Non sono gli adulti che hanno fallito, come alcuni stanno affermando sui social o in tv, ma è l’intera società che non parla più del valore della sconfitta e della difficoltà come ambiti educativi e del dolore come luogo di crescita e di maturità. In questo nostro scenario sociale non si può cadere, fallire o essere in difficoltà, ma bisogna essere sempre sul pezzo perché è la società dell’apparenza, del benessere, è la società edonistica per eccellenza. I nostri ragazzi non sono stati pertanto abituati a capire il valore e il senso della sconfitta, dell’insuccesso e anche dell’umiltà. Tutto è dovuto, è veloce, è semplice e raggiungibile senza impegno, senza lotta, senza conquista, senza sudore, senza fatica ma soprattutto secondo le mie voglie. In un mondo dove la responsabilità è una parola sconosciuta e dove invece la violenza, la prevaricazione, la guerra stanno diventando categorie quotidiane e “familiari”, sponsorizzate come soluzione dei problemi, cosa può respirare un ragazzo di 13 anni? Quali modelli può seguire? È chiaro che quando le cose non riportano secondo le proprie idee, viene preso di mira chi ha scombinato quelle idee, chi rompe le uova nel paniere o corregge e dice la verità. Un voto che non corrisponde alle tue aspettative genera ribellione, violenza, volontà di scontro perché stona con quello che hai deciso tu per te. Qui non si tratta di accusare l’uno o l’altro ma si tratta di riscoprire il fatto che l’educazione vera passa attraverso la correzione e prevede la caduta dalla quale tutti possono rialzarsi perché l’educazione è un percorso adeguato alle possibilità di ciascuno