Zone urbane fuori controllo

Una delle ferite taciute della nostra penisola

di Ascenza Mancini

Girando per l’Italia è facile trovarsi inaspettatamente in zone di città importanti e meno importanti, lasciate completamente allo sbando dove ci si imbatte in ambienti trascurati, poco sicuri e chiaramente privi di controllo da parte di chi ha il dovere di rendere qualunque posto della sua città accogliente, vivibile e tranquillo. Vie dominate da scritte in ogni dove, ex conventi o monasteri ridotti a centri sociali autogestiti e totalmente imbrattati con dipinti e sigle non consoni ad ambienti degni di decoro, parchi che denotano “un’antica” non curanza, spazi pubblici lasciati a chi arriva prima e tanto altro, sono scenari che ormai fanno parte del corredo urbano delle nostre splendide città e che vanno a cozzare con tutta l’arte, la storia e la cultura che in esse è possibile ammirare. Percorrendo questi luoghi ci si chiede che valore ha oggi la città, quale significato traghetta. Se pensiamo infatti alle città antiche, a quelle per esempio dei Greci e dei Romani, esse avevano un valore importantissimo e non si riducevano al semplice luogo abitativo ma rappresentavano, in ogni spazio, il cuore pulsante della comunità, della vita politica, culturale e religiosa. La polis per i Greci doveva riflettere, a livello di spazi e architettura, l’equilibrio e la proporzione ispirati alla filosofia, all’idea di giustizia e di bellezza, mentre per i Romani, l’urbs era lo strumento principale per civilizzare e organizzare il territorio conquistato, arricchito di grandi opere pubbliche come teatri, terme, anfiteatri e acquedotti per il benessere del popolo. Oggi ci si domanda, pur essendo totalmente cambiata la concezione della città, perché le autorità politiche non intervengono, perché in questi luoghi non si vedono mai forze dell’ordine? Si parla tanto di rispetto dell’ambiente, di ecologia, delle relazioni appunto tra uomo e ambiente eppure si fa finta di niente rispetto a queste “ferite” inferte alla nostra bella Italia. Si sottolinea tanto e giustamente l’importanza, nelle scuole, dell’educazione civica ma questo non è un segno concreto di in-civiltà quotidiana? Qui non si tratta di essere moderni, qui si tratta di essere rispettosi soprattutto di se stessi e dei valori che rendono l’uomo semplicemente uomo. Se lasciamo che le nostre città siano così trattate che considerazione abbiamo di esse e come potremmo arrivare a trattare l’uomo?

2 commenti a “Zone urbane fuori controllo

  1. Interessante articolo, veritiero, descrive perfettamente la situazione del vivere odierno. Siamo in una societa’ dove la mancanza dei volori e del rispetto regnano sovrane. Cio’ sta’ a significare a mio avviso una mancanza di rispetto per se stessi e per il mondo circostante. Congratulazioni alla dott./prof. Ascenza Mancini, un’ eccellenza del nostro territorio.

  2. Condivido pienamente il contenuto del tuo articolo Direttrice Ascenza, purtroppo è così, troviamo un ambiente deturpato, abbandonato anche nelle piccole città non solo in quelle grandi. Il problema è trovare le soluzioni perché continuare semplicemente ad elencare solamente e continuamente le cose che non vanno non porta da nessuna parte….. più cultura, educazione, rispetto….cominciando dalla tenera età, già dalle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria….quindi ben venga il potenziamento dell’educazione civica nei vari ordini di scuola ma fatta seriamente non come ce l’abbiamo oggi…..

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