Le grandi innovazioni artistiche, letterarie, religiose e sociali
Di Ascenza Mancini
Tanta storiografia, definendo il Medioevo un periodo buio, ha trasmesso una visione parziale e condizionata da pregiudizi di un’epoca che, pur presentando, come ogni periodo storico, delle ombre, ha contribuito in modo palese e inequivocabile alla edificazione umana e sociale delle generazioni che sono state protagoniste di questo ampio tratto della storia. Se potessimo fare un salto indietro e trovarci in un contesto medievale che cosa vedremmo? Chi incontreremmo?
Innanzitutto ci imbatteremmo in giganti di pietra arricchiti da coloratissime vetrate: le cattedrali gotiche. In esse infatti non entreremmo in un luogo buio o cupo ma saremmo investiti da un caleidoscopio di colori che cambiano a seconda delle ore del giorno. La luce per gli uomini medievali rappresentava Dio che purificava l’anima. Le vetrate e i portali raccontavano storie: la Creazione, il giudizio universale, le vite dei santi. Sui tetti si notavano mostre di pietra, draghi e demoni urlanti. Servivano per far defluire l’acqua piovana ma ricordavano ai passanti l’esistenza del male. La cattedrale rappresentava il fulcro della città e non era solo per la domenica ma era luogo civico dove si discutevano affari, ci si rifugiava durante le calamità e si celebrerà la vita della comunità
Visiteremmo poi i monasteri, il cuore pulsante delle campagne e custodi della civiltà occidentale. Durante l’alto medioevo quando l’impero romano era crollato e le città si erano spopolate, i monasteri rimasero le uniche isole di ordine, cultura e tecnologia. Erano autosufficienti e la vita era regolata dalla famosa regola benedettina Ora et labora. Una delle attività più importanti che si svolgeva all’interno era la copiatura dei libri che avveniva nello scriptorium, una sala illuminata da grandi finestre dove i monaci amanuensi passavano le ore più calde della giornata sui loro leggii. Se oggi possiamo conoscere le opere di nomi noti dell’antichità lo dobbiamo a questi monaci che hanno dedicato gran parte delle loro giornate al delicato e impegnativo compito di copiatura. Oltre a questo, i monaci disboscarono foreste, deviarono fiumi, inventarono canali di irrigazione e introdussero la rotazione delle colture. Coltivavano erbe medicinali e creavano unguenti, tisane e sciroppi. Il monastero era l’unico ospedale disponibile per viandanti e malati poveri. I monaci inoltre erano maestri di birra e viticoltori eccellenti: la birra e il vino erano usati molto perché più sicuri dell’acqua dei fiumi spesso contaminata
A partire dal XII secolo assisteremmo a una vera svolta culturale, avvenuta nei centri urbani con la nascita delle Università (Bologna, Parigi, Oxford). Per la prima volta, studenti e maestri da tutta Europa li troveremmo riuniti a discutere di legge, medicina, teologia e filosofia. Il pensiero medievale non era piatto: la Scolastica e giganti come Tommaso d’Aquino cercarono costantemente di conciliare la fede con la ragione e la logica aristotelica.
Nelle corti della Provenza e dell’Italia avremmo poi assistito alla nascita della poesia trobadorica e del concetto di amor cortese, che elevava la figura della donna a un livello spirituale mai visto prima.
È l’epoca dei grandi cicli leggendari (Re Artù, i Paladini di Carlo Magno) e, soprattutto, della nascita delle lingue volgari. Senza il Medioevo, non avremmo avuto capolavori assoluti come la Divina Commedia di Dante Alighieri. L’Europa medievale non era isolata. A partire dall’anno Mille, le città (soprattutto in Italia) rinascono sotto forma di Liberi Comuni.
- Le Repubbliche Marinare (Venezia, Genova, Pisa, Amalfi) dominavano i commerci nel Mediterraneo, creando rotte commerciali che univano l’Europa all’Oriente e alla Via della Seta.
- Nascono le corporazioni delle arti e dei mestieri, che tutelavano gli artigiani e garantivano la qualità dei prodotti.
- Vengono inventati gli strumenti finanziari moderni: la lettera di cambio (l’antenata dell’assegno) e la contabilità a partita doppia.
Definire il Medioevo un’epoca di decadenza significa ignorare mille anni di evoluzione. Dalla bussola agli occhiali da vista, dai mulini a vento alle prime università, il Medioevo non è stato la fine del mondo antico, ma il luminoso inizio del nostro.