Leone XIV indica ai giovani, durante la veglia in Francia, la santità come dimensione caratteristica della vita cristiana

La gioia di un’appartenenza e la scelta del bene come compimento della libertà

di Ascenza Mancini

Tra i momenti più significativi del viaggio apostolico del Santo Padre in Francia non si può non ricordare la veglia fatta con i giovani allo Stade de France di Saint-Denis, la sera di venerdì 25 settembre 2026. Il Papa accolto da circa 80 000 ragazzi tra i 17 e i 35 anni ha ricevuto il loro benvenuto con il saluto di una loro delegazione e una presentazione sotto forma di spettacolo di cui uno dei momenti più commoventi è stato l’ingresso dell’interminabile schiera di attori e figuranti che hanno inscenato momenti storici ed evocato gli oltre 1700 santi e beati di Francia, dando vita a un vero e proprio esercito di santità. Di questa santità il papa ha parlato loro dicendo: “Cari amici, la dinamica che caratterizza l’esistenza cristiana porta un nome preciso: si chiama cammino di santità. È il cammino che il Signore apre davanti a ciascuno di noi, accompagnandoci lungo la via” e ha aggiunto: “Man mano che avanziamo in questo cammino di santità, diventa chiaro che non basta evitare il male: bisogna scegliere il bene. Non si tratta di un principio astratto, né di un’affermazione ovvia: scegliere il bene è l’azione propria della libertà, compiendo la quale essa stessa si avvera, si corregge e matura”. Nel passaggio suggestivo il sommo pontefice ha sottolineato: “Per fare la scelta buona, ricordate questo criterio: il bene dà la vita, non la toglie mai; il bene si prende cura, non prende per sé. Il bene non è un bel concetto, ma il volto raggiante dell’amore: è Dio in persona! Le virtù che san Paolo ci indica come riflessi della sua bontà sono queste: la giustizia verso l’umanità; la pietà e la fede verso Dio; la carità con tutti; la pazienza verso chi ci fa soffrire; la mitezza che contraddistingue chi cerca la pace con animo puro”. Il Papa sottolinea che non siamo soli in questo cammino di santità e “Abbiamo inoltre come alleati i santi: sono amici che ci sostengono nella prova. Carissimi, quando le scelte della vita richiedono coraggio, sollecitate la loro intercessione e imitate il loro esempio: come abbiamo cantato nelle litanie, l’incoraggiamento dei santi ci assicura che non siamo mai soli nella preghiera, mai siamo soli nella Chiesa. Specialmente in questo tempo, chiediamo allora il loro aiuto per essere artigiani di pace: eterno desiderio di Dio e impegno costante dell’umanità”. Una delle affermazioni più belle presenti in questa meditazione è la seguente: “La compagnia del Signore, dà saggezza ai nostri progetti e bellezza ai desideri che portiamo nel cuore. Dio attraversa come luce la nostra anima, chiamandoci a un rinnovamento permanente, a una conversione che dona pieno senso all’esistenza, perché ci fa attori di una storia che passa dalla confusione alla ricerca della verità, dall’indifferenza all’impegno per la giustizia” dove Leone XIV mette in luce come l’appartenenza a Cristo dona quella sapienza del cuore di cui oggi abbiamo evidentemente bisogno e dà quella bellezza, che è anche sinonimo di altezza, spessore e profondità, ai nostri desideri spesso ridotti a meri ed effimeri paceri. La santità è la misura alta della dignità umana ed è per tutti poiché è una chiamata universale

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