Le assegnazioni scolastiche in un algoritmo

Alcune considerazioni

di Ascenza Mancini

In una società civile ritengo che la scuola e la sanità siano i due polmoni che indicano la salute di uno stato. In questo articolo desidero fare alcune considerazioni, sicuramente non esaustive, rispetto alle condizioni in cui molti insegnanti si trovano ad affrontare una nuova avventura lavorativa ed educativa. Alcuni di essi, a causa del calo delle classi, sono costretti a dover avere una COE cioè una cattedra scolastica formata da ore di lezione divise tra due o tre istituti diversi dove c’è una scuola titolare in cui il docente svolge la maggior parte delle ore e poi la sede o sedi di completamento per il raggiungimento dell’orario pieno. Questo comporta per l’insegnante, oltre allo spostamento da una sede all’altra, una parcellizzazione delle forze e dell’impegno fisico e mentale che certamente non è cosa da poco, oltre all’impazzimento per chi deve fare gli orari e il piano delle attività nei vari istituti. Per non parlare delle difficoltà che devono affrontare i dirigenti nell’assegnazione delle ore ai docenti che si ritrovano ad avere in una scuola solo uno spezzone orario, magari di una o due ore. Inoltre molti docenti, pur avendo chiesto l’assegnazione provvisoria nel comune di residenza o in uno dei comuni più vicini, per motivi di famiglia o personali ( gestione di bimbi piccoli o moglie/ marito ), non l’hanno ottenuta, ritrovandosi in situazioni a volte paradossali tanto da dover prendere decisioni contrarie alla propria volontà come ad esempio fare un anno a stipendio zero o invece separarsi dalla famiglia perché, la sede dove l’insegnante ha preso il ruolo pur di entrare e non rifare concorsi vari, si trova molto distante da dove risiede. Molti di essi, d’altro canto, per poter lavorare e percepire lo stipendio sono costretti a lasciare i loro affetti, prendere case in affitto e stare lontano dai propri familiari per almeno un anno scolastico. Ma la cosa che fa riflettere è che tutto questo lo decide un algoritmo che certamente rispetterà i criteri stabiliti per l’assegnazione ma non sa né chi sono né quali situazioni vivo. Introdotto nel 2021 per sostituire le normali convocazioni in presenza o manuali gestite dagli Uffici Scolastici Territoriali, con l’intento di rendere più veloci le nomine, nel tempo il sistema automatizzato è stato sempre aggiornato per correggere anche gli errori di assegnazione e i cosiddetti “salti di nomina” che avevano penalizzato molti docenti precari nei primi anni in cui era stato usato. L’algoritmo viene usato anche nelle GPS cioè le graduatorie provinciali per le supplenze e le GaE cioè le graduatorie ad esaurimento. Se ci si pensa seriamente la vita di molti insegnanti è affidata anzi è completamente nelle mani di un programma informatico che incrocia i dati, valuta le priorità, fa calcoli, ripesca e non so che altro, ma non ha volto, voce, occhi e cuore per instaurare una relazione nella quale, anche se mi viene assegnata una sede lontana, si possa sentir dire “Mi dispiace”. Inoltre pensare che il futuro lavorativo di un docente lo decide un algoritmo, che comunque può sbagliare, svilisce la dignità della persona. Una macchina, inventata dall’uomo, che decide dell’uomo! Non sto demonizzando l’AI, sto solo considerando che è necessario farne un giusto uso. Sentire dire “L’algoritmo mi ha assegnato questa sede, questo spezzone, questo istituto”, stona, stride, fa ribellare il cuore delle persone che oltre a sapere l’esito del calcolo, vorrebbero un po’ di umanità.

Un commento su “Le assegnazioni scolastiche in un algoritmo

  1. La prof Ascenza Mancini ha esamaminato perfettamente il disagio di molti docenti nella societa’ attuale. E’ veramente triste come un lavoro cosi importante e delicato quale e’ quello dell’ insegnate che forma i futuri cittadini; sia cosi complesso ingarbugliato, affidato agli olgoritmi, nella speranza che le cose si incastrino al meglio evitando tanta ansia ai docenti. La tecnologia, l’ avanzamento di tutto ha un po’ svilito l’ essenza dell’ insegnamento e della formazione.

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