L’educazione come percorso
Di Ascenza Mancini
Parlare di educazione oggi è qualcosa che concerne una delle dimensioni fondamentali della vita umana e sociale. Certo è un aspetto della realtà che ha riguardato sempre la storia dell’umanità sin dai tempi antichi ed è stata oggetto di indagine, studio, dialogo, discussione per molti pensatori e studiosi che hanno scritto pagine e pagine su questo argomento cercando di scandagliarne, in tutti i suoi aspetti, l’immenso valore. Oggi più che mai è necessario rimettere al centro questo carattere imprescindibile della sfera umana e comunitaria perché, solo attraverso un cammino educativo in ogni ambito esistenziale, si può veramente e finalmente maturare e crescere, elementi essenziali e necessari in un mondo che ha normalizzato la superficialità, l’inconsistenza e l’infantilismo. Educare è una cosa seria e non può essere una scelta ma una necessità, un dovere, un compito, una responsabilità se si vuole restituire all’uomo la sua dignità. Analizzando le varie etimologie del verbo educare si evince l’importanza e la complessità del processo educativo che non può essere circoscritto a qualcosa di statico o risolto in una semplice definizione, ma comporta una continua dinamicità ancorata all’ordine e orientata al senso. Il verbo educare infatti può derivare da tre verbi latini: educāre, educĕre, ēdĕre.
Educāre significa “far crescere” e prevede un percorso indicato da una guida, da un educatore, implicando una dinamica esterna in quanto si riferisce a una situazione pubblica.
Educĕre, da ex-ducĕre significa trarre fuori, condurre fuori le potenzialità, le attitudini della persona che viene educata. In questo caso l’educatore deve essere guidato da ciò che c’è già nell’educando, che lui possiede in potenza.
Il terzo verbo è ēdĕre e vuol dire “generare”, termine che allude proprio al fatto che l’educatore è come un genitore.
Nel tempo è stato più usato e diffuso il significato ex-ducĕre “Allo scopo di evidenziare o rafforzare una visione teorica dell’educazione come processo in cui si sviluppano le potenzialità che sono già dentro l’educando. L’educazione sarebbe cioè l’intervento con cui le potenzialità del soggetto vengono tirate fuori, aiutate ad esprimersi, portate in atto; l’esito dell’educazione appare in qualche modo immanente al processo intrinseco al soggetto e l’intervento serve solo a permettere alla natura dell’educando di esprimersi” come afferma nel suo libro Il viaggio come metafora pedagogica: introduzione alla pedagogia interculturale, la professoressa Maria Teresa Moscato, docente di pedagogia generale e sociale presso l’università di Bologna. L’educazione è dunque un processo, un percorso, un itinerario in cui entrano in campo tutte le potenzialità dell’essere umano. Il verbo latino duco significa trarre fuori, condurre, guidare ed è un verbo dinamico, che implica un movimento, una partecipazione attiva all’atto che si sta compiendo. Ѐ un verbo che presenta e racchiude una vasta gamma di sfumature di significati che vanno dal movimento fisico al calcolo mentale fino a usi di vita sociale e che comporta la presenza di una guida che indichi a chi la segue i passi da fare per raggiungere una meta. Dell’ambito educativo avremo modo di trattare anche in seguito proprio perché riguarda grandi e piccoli e non si può esaurire in un solo articolo