Una breve riflessione su cosa voglia significare questo importante passaggio scolastico e umano
Di Giuseppina Postacchini
Da pochi giorni si sono conclusi gli esami di maturità che hanno coinvolto centinaia di migliaia di ragazzi delle scuole italiane. A livello nazionale e locale telegiornali, testate online, agenzie di stampa, social, radio, podcast dedicati, insomma tutti hanno dato massimo risalto, come ogni anno, a questa notizia! Ma perché fa notizia un fatto tanto normale e ripetitivo? Perché ogni anno tutti quelli che hanno affrontato questo esame lo rivivono, sia che lo abbiano superato di recente sia che il tempo trascorso si conti in molti decenni? E tutti sognino spesso, a distanza di moltissimo tempo, ancora di dover sostenere la “maturità” anche se si è plurilaureati, e già avviati al mondo lavorativo, con ben altri pensieri e preoccupazioni? Il legame con questo esame resta un mistero o forse no: nella vita “adulta” questa rappresenta la prima vera prova da affrontare e la maggior parte degli studenti non la vive con leggerezza poichè si sente il peso di dover portare a termine un percorso obbligatorio, perciò di non deludere la famiglia, i docenti e se stessi naturalmente; il carico diventa così responsabilità reale
Si parla ultimamente di eliminare questo passaggio al termine delle scuole superiori ma sarebbe opportuno?
Molti giovani lo vivono effettivamente come un passaggio storico nella vita: film e canzoni al riguardo sono innumerevoli tanto che alcuni sono diventati inni e fanno parte di riti tradizionali (come cantare “Notte Prima degli Esami” di Venditti la sera prima davanti le scuole), inoltre ci si prepara tutto l’anno scolastico alla “fatidica data” con i famosi “100 giorni all’esame”, spesso vissuti in santuari dedicati pur non avendo un sentire religioso, o con feste a tema e molto altro!
Ѐ un tempo che “non torna” sospeso tra responsabilità e spensieratezza, un passaggio tra mondo protetto e mondo adulto!
Solitamente l’impegno o meno nello studio vengono confermati durante l’esame ma può accadere che percorsi molto belli durati 5 anni (in media) vengano “sminuiti” da fattori vari come incomprensioni con le commissioni, prove non esaltanti per agitazioni o blackout improvvisi e al contrario percorsi non entusiasmanti trovino invece fortuna sfacciata nell’ottenere un gran risultato finale inatteso per i motivi opposti! Anche questa allora diventa “maturità”: saper accettare il bello e il brutto che la vita mette di fronte, considerando le tante prove a cui si andrà incontro da quel momento in poi, qualsiasi scelta si decida di portare avanti!
Negli anni delle scuole superiori ci si forma solitamente e nascono legami a volte indissolubili nelle classi (si legge spesso di riunioni a 20/30/40/50 anni dalla maturità), a volte invece si fanno i conti con bullismo, delusioni e paure che tormentano per la vita, altre ancora nascono amicizie che restano per sempre! È un percorso formativo fondamentale che va accompagnato in modo davvero completo dalle istituzioni scolastiche affinché ogni ragazzo sia consapevole delle proprie attitudini di rendimento e comportamento nel segno del rispetto altrui, e allora forse l’esame in sé andrebbe “rivisto”, elaborato in modo diverso con più attenzione a ciò che lo studente sente e rappresenta, ma non eliminato! È un passo che anche i più burloni e meno studiosi affrontano con solennità, perché simbolo di cambiamento effettivo con tutti i lati lucenti e oscuri che accompagnano ogni nuova fase della vita tra paure ed incertezze ma anche tra nuove responsabilità e/o voglia di autonomia.
È pur vero che forse “Maturità” non sia il termine adatto, un po’ per via dell’età che la accompagna che in media è minima (18/19 anni) e un po’ per il motivo opposto cioè che molti, purtroppo, adulti e coscienziosi non lo diventeranno mai!
Possiamo solo aggiungere che questo tempo di passaggio resta, per cultura nazionale e non solo, un momento da ricordare tra immancabili aneddoti, sensazioni contrastasti e nuovi inizi! Nel mondo attuale, pieno di incognite e poche certezze dove gli schermi dei social spesso aumentano solitudini e le titubanze sulle scelte sono condizionate per le tante brutture che avvengono, vivere emozioni concrete e condivise resta fondamentale! La Scuola, come Istituzione, deve mantenere saldo questo ruolo di accompagnamento e consapevolezza verso un futuro che, al di là di tutto, i ragazzi hanno bisogno di sentire realmente possibile in virtù delle loro capacità e aspettative per diventare adulti sereni nel segno di una vera Maturità, Umana soprattutto!