Riflessioni dell’Associazione Internazionale Esorcisti per la notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre.
di Redazione
Prima riflessione
I genitori non sanno che dal 22 settembre di ogni anno i gruppi e movimenti della neo-stregoneria Wicca e del satanismo iniziano una “quaresima” blasfema che va avanti per quaranta giorni, caratterizzata da azioni e rituali sempre più turpi per giungere al loro culmine nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre. A differenza della Festa di Tutti i Santi, Halloween propone temi oscuri quali la violenza omicida, l’irrisione della morte o la sua esaltazione disperante, il macabro, l’orrore, l’occulto, la stregoneria, il demoniaco. I personaggi di Halloween, che ispirano il travestimento di minori e adulti, sono mostri, vampiri, fantasmi, scheletri, licantropi, zombie, streghe, diavoli. L’attrattiva e il fascino di adulti e bambini per questi costumi e per questi temi è il segno evidente di una grave forma di malessere interiore diffuso nella società odierna. Halloween esalta la bruttezza e celebra il raccapricciante e l’oscurità, instillando l’orrido nella mente dei più piccoli e dei giovani, per poi esporli a incubi e terrori notturni .Questa festa collettiva, consumistica e allo stesso tempo irrazionale, da un lato conferma le profonde trasformazioni culturali causate dalla secolarizzazione con il suo contraddittorio recupero della mentalità magica culminante in un revival neopagano; dall’altro, ci mostra la macchina commerciale che l’alimenta e che si impone nei contesti geografici e culturali più disparati, Africa inclusa, non rispettando tradizioni e sensibilità religiose locali. Da alcuni anni, in Italia e all’estero, circoli occultistici e satanici mascherati sotto l’etichetta di associazioni culturali, organizzano per l’occasione, già nelle settimane che precedono il 31 ottobre, spettacoli che fanno parte di una precisa strategia che non è per nulla casuale. Si arriva persino a organizzare scuole di magia e stregoneria con intenti giocosi, apparentemente innocui: si tratta di un inganno per le famiglie e di una trappola per ragazzini e giovani. Halloween orienta le nuove generazioni al brutto e all’oscuro, indica loro una direzione opposta a ciò che è buono e vero, e quindi a Dio che è la fonte del vero, del buono e del bello.
Seconda riflessione
Halloween, considerata da tante famiglie come occasione di gioco e divertimento per i propri figli, affonda le sue radici in una celebrazione religiosa pagana: la festa di Samhain (si pronuncia “Sàu-in”) che ebbe origine tra i Celti, una popolazione che si stabilì in antico in molte aree del continente, dalle isole britanniche sino all’Italia settentrionale. Perciò Halloween non è affatto una ricorrenza laica, un’innocua festa globale di massa, perché in realtà ci troviamo davanti a una vera e propria ripresentazione e al rilancio di una festa religiosa pagana durante la quale venivano eseguiti rituali magici con sacrifici animali e persino umani. La neo-stregoneria dei nostri tempi, che si è organizzata in movimento con il nome di Wicca, nelle sue feste principali dell’anno celebra, come facevano i Celti, la ricorrenza di Samhain. Questa celebrazione, secondo il calendario della Wicca, dà il via al nuovo anno della stregoneria, la notte appunto fra il 31 ottobre e il 1° novembre. Anche per i cultori del demonio, i satanisti, la principale festa delle loro immonde celebrazioni – l’inizio dell’anno satanico – è proprio questa notte. Il fatto che tale ricorrenza, che negli ultimi cinquant’anni ha sempre più esaltato la morte, la violenza, il macabro, l’orrore e il demoniaco, e ha inglobato in sé la rappresentazione occulta della stregoneria e il satanismo, venga persino inserita nella programmazione scolastica, è un ulteriore fatto di una gravità inaudita. Festeggiare Halloween sul piano sociale con una pericolosa superficialità invece di promuovere i valori della non violenza, della pace, della bellezza e dell’armonia, è un segno di grave oscuramento delle coscienze. Siamo davanti a una deriva drammatica della quale Halloween rappresenta una manifestazione preoccupante. Chi festeggia Halloween, pertanto, anche se non ha l’intenzione di aggregarsi alla stregoneria e non ha intenzione di celebrare il demonio, di fatto si mette in comunione con queste realtà tenebrose. Dal pomeriggio di oggi siamo già nella vera festa, la festa di Tutti i Santi! Ai bambini, agli adolescenti, ai giovani, vanno fatti conoscere i nostri Santi, persone che hanno vissuto la loro fede in Gesù in modo bello, eroico: persone che hanno lasciato un solco profondissimo, una testimonianza meravigliosa di vita salvando tante persone dal male e portandole al bene, intervenendo anche nei vari momenti storici per combattere situazioni drammatiche, dando nuovo impulso alla vita sociale dei loro tempi, persone esemplari e amate. Nella festa di Tutti i Santi, l’autentica festa di stasera e domani, noi veniamo in chiesa per ringraziare Dio per i Santi che ci ha donato e per tutto il bene e le cose belle che attraverso di essi ha fatto all’umanità. La solennità odierna è anche un momento di particolare ringraziamento ai nostri Santi per la luce, la vita, la speranza e la gioia che hanno portato nell’esistenza di tante persone cambiando la loro vita in meglio.
Terza riflessione
Nella pagina di Vangelo che la Chiesa propone nella Solennità di Tutti i Santi, ascoltiamo Gesù che predica dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli» (Mt 5,3-10).
San Francesco, ispirandosi a queste beatitudini di cui parla Gesù, aveva composto una bellissima preghiera in cui si rivolge così a Dio:
«O Signore, fa’ di me uno strumento della tua Pace: dove c’è odio, fa’ ch’io porti l’Amore. Dove c’è offesa, ch’io porti il Perdono. Dove c’è discordia, ch’io porti l’Unione. Dove c’è dubbio, ch’io porti la Fede. Dove c’è errore, ch’io porti la Verità. Dove c’è disperazione, ch’io porti la Speranza. Dove c’è tristezza, ch’io porti la Gioia. Dove ci sono le tenebre, ch’io porti la Luce. O Maestro, fa’ ch’io non cerchi tanto: essere consolato, quanto consolare. Essere compreso, quanto comprendere. Essere amato, quanto amare. Poiché è dando, che si riceve; dimenticando se stessi, che si trova; perdonando, che si è perdonati; morendo, che si risuscita a Vita Eterna».
In questa preghiera san Francesco riassume tutto quello che ci rende luminosi, belli, buoni, quello che ci rende Santi, quello che distrugge il regno del demonio. È di questo che hanno bisogno i nostri bambini, i nostri adolescenti, i nostri giovani per avere un futuro pieno di speranza, per avere un mondo rinnovato. È fare loro del male dare messaggi che istigano all’orrore, alla violenza, alla disperazione, al sangue, al tetro, al lugubre, alla paura come quelli di Halloween. Nella vita dei Santi essi invece imparano come si fa il bene e dalla loro intercessione fraterna ricevono aiuto e amicizia. Sentiamo vicini i nostri Santi, parliamo con loro, rivolgiamoci a loro. Leggiamo le storie dei nostri Santi. Ci fa bene conoscere le loro vite e lasciarci muovere dai loro esempi. E ci fa tanto bene rivolgerci a loro. Ecco quello dobbiamo portare nei cuori dei bambini, dei ragazzi, dei giovani se vogliamo aiutarli a costruire un mondo migliore. Che la Madonna, Regina dei Santi, ci aiuti a liberare le nuove generazioni dal fascino oscuro di Halloween e a sostituirlo nel loro cuore con il fascino radioso del soprannaturale, il fascino di Dio e dei suoi meravigliosi Santi.
Quarta riflessione
Davanti all’innegabile scenario tenebroso di Halloween, come si può ancora sostenere che sia una festa innocua e innocente? Sotto la forma del gioco e del divertimento, essa introduce e abitua i bambini e i giovani al «buio», sia fisico sia morale, perché fa diventare per loro normale la «cultura di morte». Tutto questo fenomeno ha come conseguenza lo spegnimento della speranza nelle nuove generazioni e l’esaltazione della disperazione e della violenza. Non possiamo ignorare, infatti, il valore educativo dei simboli, delle immagini e dei messaggi ai quali esponiamo i più piccoli, perché ciò che viene presentato ripetutamente come divertente e accattivante finisce spesso per diventare familiare e normale. Si rischia così di attenuare progressivamente la sensibilità nei confronti del male, della violenza e della sofferenza, facendo perdere il senso della bellezza e della sacralità della vita. I bambini e i giovani hanno bisogno di essere educati ad amare la luce, non ad abituarsi alle tenebre; ad apprezzare ciò che è bello, buono e vero, non a trovare divertimento in ciò che evoca il macabro e l’orrore. Non è questa la strada che può aiutarli a crescere serenamente e a costruire un futuro migliore. Abbiamo il dovere di offrire loro modelli positivi, capaci di suscitare ammirazione, desiderio di bene e fiducia nella vita. E quali modelli più luminosi possiamo proporre loro se non Gesù Cristo e i suoi Santi, autentici testimoni della vittoria dell’amore, della vita e della speranza sulle tenebre del male?
Quinta riflessione
Dopo aver contemplato la bellezza della santità e aver riconosciuto quanto sia urgente trasmetterla alle nuove generazioni, sentiamo anche il bisogno di esaminare la nostra coscienza e di chiedere perdono al Signore. Forse non sempre siamo stati capaci, con le nostre parole e soprattutto con la testimonianza della nostra vita, di rendere attraente la bellezza di Cristo e la gioia di appartenere a Lui. Forse non abbiamo saputo essere quella luce che avrebbe potuto aiutare tante persone a riconoscere e a respingere le seduzioni del male. Questa sera, mentre tante persone, spesso inconsapevolmente, si lasciano coinvolgere in celebrazioni che esaltano il macabro, l’orrore e il mondo dell’occulto, vogliamo pregare anche per loro, chiedendo al Signore di aprire i loro occhi e di liberare i loro cuori da ogni inganno. Vogliamo inoltre affidargli le chiese profanate, i luoghi sacri oltraggiati e tutte le comunità ferite da questi atti sacrileghi. Non vogliamo però fermarci alla denuncia delle tenebre: vogliamo soprattutto invocare e testimoniare la luce di Cristo, l’unica capace di vincere ogni forma di male. E in questa battaglia spirituale ci rivolgiamo con particolare fiducia alla Vergine Santissima, Colei che Dio ha voluto associata in modo singolare alla vittoria del Figlio suo sul demonio. A Lei affidiamo i bambini, gli adolescenti, i giovani, le famiglie e tutti coloro che sono esposti alle seduzioni del male. Le chiediamo di aiutarci a far conoscere alle nuove generazioni la bellezza incomparabile di Gesù e degli splendidi volti dei suoi Santi, perché imparino a desiderare la santità e a scegliere sempre la luce, la vita e la speranza.
Associazione Internazionale Esorcisti
L’immagine è del Beato Angelico